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Terapia Strumentale
Diadinamica
Le correnti diadinamiche determinano principalmente tre effetti: Effetto di stimolazione sensoriale, motoria e trofica della reazione dinamogena. Effetto inibitorio che produce analgesia. Effetto di assuefazione che riduce o annulla gli effetti precedenti. Per ridurre il fenomeno della assuefazione occorre utilizzare correnti nelle quali viene interrotta l'uniformità d'azione. Nei primi secondi di trattamento prevale l'effetto di stimolazione, poi dopo circa 10 secondi si produce l'effetto inibitorio, prima sulla sensibilità poi sulla muscolatura. Si puo' inoltre osservare che con bassa intensità predomina l'effetto inibitorio mentre con intensità maggiori predomina l'effetto stimolante. Le diverse forme assunte dalle correnti diadinamiche producono una preminenza di uno o l'altro effetto e sono applicate per scopi terapeutici diversi. Con corrente difasica si ha un preminente effetto inibitorio mentre con corrente monobasica un maggiore effetto stimolante ed una inibizione ed assuefazione tardiva.
Indicazioni terapeutiche:Monofase trattamento dell'edema, nella cellulite e per stimolare il tessuto connettivo. Difase: disturbi di carattere vascolare e, in associazione con la monofase, anche nel trattamento dell'algodistrofia riflessa. Periodo corto: trattamento del dolore conseguente a forme infiammatorie di tendini, capsula articolare e tessuti molli (tendiniti, borsiti, mioentesopatie, periartriti e traumatismi in genere). Periodo lungo: trattamento del dolore muscolare o radicolare (mialgie, sciatalgie, brachialgie).
Le controindicazioni sono limitate: soluzioni di continuo della cute, alcune dermatiti, presenza di pace - maker o di oggetti e/o mezzi di sintesi in prossimità del segmento da trattare.

Elettrostimolazione
Vengono chiamate così tutte quelle correnti capaci di provocare la contrazione di un muscolo o di alcune fibre muscolari. Per rappresentare uno stimolo efficace la corrente deve essere sufficientemente intensa, la variazione di intensità deve essere rapida, ed infine deve agire per un certo tempo secondo dei rapporti ben definiti. Per la stimolazione si usa di solito un elettrodo collegato al polo positivo (elettrodo indifferente) ed un elettrodo più piccolo collegato al polo negativo (elettrodo attivo) che viene posto sul punto motore del muscolo da trattare. La durata dell'impulso viene scelta in base alla tolleranza del paziente, ma perchè si ottenga una valida stimolazione c'è bisogno di una contrazione ben visibile.
Indicazioni: ipotrofia da non uso, potenziamento muscolare in fase atletica.
Controindicazioni: portatori di pace-maker, intolleranza alla corrente utilizzata.

Interferenziale
Le correnti interferenziali sono correnti alternate di media frequenza che interagiscono nel punto in cui si incrociano; si ottengono utilizzando due generatori di corrente alternata di media frequenza, collegati a due coppie di elettrodi disposte ortogonalmente, in modo che le linee di forza dei due campi elettrici si sovrappongano nella zona desiderata. Poiché le due correnti hanno frequenze diverse si ha che in certi momenti le due semionde positive e negative si addizionano, dando origine ad una semionda di maggior ampiezza, mentre in altri momenti si annullano.
Si viene così a creare una nuova corrente alternata la cui frequenza è legata allo sfasamento delle due applicate. Tale nuova corrente è una corrente di bassa frequenza endogena.
Il motivo per cui si ricerca il formarsi di una corrente di bassa frequenza anziché applicarla dall'esterno, come sembrerebbe più semplice, è facilmente intuibile ricordando le diverse proprietà bioelettriche delle correnti di bassa e media frequenza. Infatti le correnti di media frequenza incontrano una minore resistenza in quanto l'impedenza cutanea diminuisce con l'aumentare della frequenza. Possono quindi penetrare più facilmente senza cedere energia a livello cutaneo e senza provocare sensazioni fastidiose.

Effetti elettrofisiologici
L'effetto elettrofisiologico varia con la frequenza impiegata anche se non vi è un'azione nettamente differenziata, in quanto a seconda del tipo di corrente, in ogni trattamento si ritrovano contemporaneamente, in grado minore o maggiore, sia l'effetto eccitomotorio che quello antalgico. In linea generale le frequenze di 50-100 Hz hanno prevalentemente un effetto antalgico, mentre le frequenze inferiori a 50 Hz hanno un effetto eccitomotorio che diventa sempre più intenso al di sotto di 25 Hz.
Le correnti interferenziali di media frequenza sono in grado quindi di penetrare in profondità dove presentano un'intensità superiore rispetto a quella esistente a livello della cute. Nessuna delle due correnti, di per sè, presenta un'intensità tale da eccitare le fibre nervose e non venendo raggiunta la soglia di sensibilità risultano impercettibili dal paziente. L'intensità subliminare in superficie, la diminuzione dell'impedenza cutanea, l'assenza degli effetti elettrolitici concorrono a rendere tali correnti meglio tollerate rispetto ad altre.
L'azione eccitomotoria, data la durata assai breve degli impulsi, si verifica soltanto nei muscoli normalmente innervati per cui tali correnti trovano impiego in traumatologia allo scopo di mantenere il trofismo muscolare e di ridurre l'osteoporosi.
Indicazioni terapeutiche:Hanno un'azione prevalentemente sedativo-analgesica, e trovano particolare indicazione nei postumi di traumi recenti con disturbi neurovegetativi locali, nelle alterazioni trofiche, nelle nevralgie, nel morbo di Raynaud. Avvertenze:Non va applicata ai portatori di pace - maker, in gravidanza e nelle sedi di neoplasie.

Ionoforesi
Tutti i farmaci sono caratterizzati dalla presenza di ioni positivi e negativi. E' questa la scoperta che sta alla base della ionoforesi. Attraverso questa terapia è infatti diventato possibile introdurre farmaci a livello locale, sfruttando la corrente elettrica.
Uno degli ostacoli principali legati alla somministrazione dei farmaci per la cura delle patologie sta nella loro modalità di introduzione all'interno dell'organismo che deve avvenire garantendo una valida azione terapeutica e, allo stesso tempo, contenendo entro valori minimi, gli eventuali effetti collaterali o i danni a carico di altri organi.
Grazie alla ionoforesi, che utilizza una corrente continua in circolo da un elettrodo all'altro, il farmaco viene veicolato direttamente nella zona che ha bisogno di essere trattata, senza soffermarsi su altri organi non interessati (come stomaco, fegato e reni).
In particolare, sulla cute viene applicato un elettrodo conduttore di polarità identica a quella dei suoi ioni, e ad una certa distanza, un secondo elettrodo di polarità opposta.
Questo sistema permette di far penetrare facilmente, attraverso la cute, qualsiasi soluzione medicinale.
Indicazioni terapeutiche:Sono diverse e sono in relazione al tipo di farmaco utilizzato: alterazioni circolatorie periferiche; artrosi, artriti, borsiti ed affezioni post-traumatiche; nevralgie; tendiniti ed affezioni infiammatorie superficiali in genere.Avvertenze:Lo stato di gravidanza ne controindica l'esecuzione. Inoltre, presenza di dermatiti, ferite, abrasioni; ipoestesia, allergie, vasculopatie; gravi disturbi cardiaci e presenza di pace- maker; presenza di metallo intratessutale

Tens
Questa terapia prende il nome dall'abbreviazione dei termini inglesi Transcutaneous Electric Nervous Stimulation (stimolazione elettrica transcutanea nervosa).
Ciò è dovuto al fatto che il metodo si basa sull'applicazione, per mezzo di appositi elettrodi, di correnti appropriate i cui microimpulsi eccitano solo le fibre nervose della sensibilità tattile situate sotto la pelle.
Gli influssi nervosi così prodotti sui nervi sensoriali, risalgono verso il midollo spinale bloccando a questo livello "la porta di ingresso al dolore" (gate control).
In pratica gli elettrodi vengono posti a livello della regione dolorante e coprono la maggior estensione possibile di pelle al di sopra della zona interessata. L'intensità elettrica è regolata per produrre una netta sensazione di formicolio al di sotto degli elettrodi.
In questo caso non c'è e non ci deve essere alcuna stimolazione motoria del muscolo: se ciò accadesse (movimento di un arto o di una spalla) si tratta di un caso di errata applicazione e la corrente deve essere ridotta sino a riportare il muscolo in stasi totale.
Piuttosto, nel corso della seduta può presentarsi una assuefazione allo stimolo che riduce la sensazione di formicolio: in tal caso la corrente va aumentata per riattivare lo stimolo stesso.
Indicazioni terapeutiche:Dolore acuto post-operatorio; dolore osteo-artro-muscolare; algie ostetriche e ginecologiche; algie in patologia odontoiatrica e maxillo-facciale; dolore cronico: radicoliti-nevriti; artrite reumatoide; algie da artrosi, tendiniti, entesiti; fibromialgia, algodistrofie; algie in patologia vascolare; cefalea ed emicrania. Avvertenze:Se ne sconsiglia l'uso in gravidanza e per il trattamento di zone in prossimità dell'area cardiaca, così come nei cardiopatici e ai portatori di pace - maker.

Radar
La radarterapia rientra nella tradizionale termoterapia. Questa, però, sviluppa nei tessuti trattati un calore endogeno, ossia, un calore che si trasmette negli strati più profondi. Il riscaldamento maggiore si ha nei tessuti con un livello di acqua superiore, come muscoli e tessuti periarticolari; è invece minore in quelli a basso contenuto di liquidi, come il tessuto adiposo.
Indicazioni: Anche la radarterapia trova la sua applicazione in tutte quelle patologie che richiedono l'utilizzo del calore (artrosi cervico-dorso-lombare, contratture antalgiche, algie post-reumatiche, tendiniti, teno-sinoviti etc. )
Controindicazioni: presenza di mezzi di sintesi o protesi metalliche di vecchia concezione (l'utilizzo di nuovi materiali impiegati negli ultimi anni ne ha permesso l'uso), portatori di pace-maker, emorragie in atto, neoplasie , gravidanza ,deficit venosi.

Infrarossi
L'infrarossoterapia è una tecnica fisioterapica che sfrutta a scopo terapeutico gli effetti biologici prodotti dai raggi infrarossi ( I.R. ) nei tessuti.
Questi ultimi fanno parte della termoterapia esogena, in quanto il calore che si sviluppa e che il nostro organismo assorbe, è un calore superficiale che penetra di poco la cute ed il tessuto muscolare.
Gli effetti principali che si producono dall'applicazione dei raggi infrarossi sono molteplici:
-Effetto termico che si traduce in un rilassamento muscolare.
-Effetto antalgico in quanto con la vasodilatazione che si ottiene si determina una rimozione dei cataboliti prodotti dai tessuti affetti da patologie neuro-mio-scheletriche.
-Effetto trofico poiché con la vasodilatazione si ha un apporto di sostanze nutritive e di ossigeno nei tessuti.
Indicazioni: postumi di traumi, artrosi cervico-dorso-lombare, piaghe da decubito. Presenza di contratture muscolari.
Controindicazioni: ipersensibilità, fotosensibilità.

Ultravioletti
Laserterapia

L'espressione LASER rappresenta l'acronimo di Light Amplificator by Stimulated Emission of Radiation (amplificazione di luce per mezzo di emissione stimolata di radiazioni).
E' in sostanza una sorgente di luce che si propaga con onde elettromagnetiche e che ha delle caratteristiche del tutto particolari: la luce laser, che è stimolata e non riscontrabile in alcun fenomeno naturale, è polarizzata, cioè vibra coerentemente su un solo piano, è monocromatica, in quanto prodotta da una sola frequenza e con un'unica lunghezza d'onda, è in coerenza di fase.
La sorgente laser può emettere in modo continuo o ad impulsi: nel primo caso emette costantemente la stessa potenza, nel secondo genera impulsi molto brevi ma di potenza più elevata
Gli effetti del laser sono molteplici: effetto antinfiammatorio, antalgico, rigenerativo del tessuto connettivo, biostimolante sul microcircolo e sui vasi sanguigni.
Nell'effettuare una seduta di laserterapia bisogna attenersi a norme obbligatorie: indossare degli occhiali di protezione da parte del paziente e del terapista, la zona da trattare deve essere detersa con alcool, il raggio laser deve essere perpendicolare alla sede da trattare, assenza di superfici riflettenti nei locali ove viene impiegato.
Indicazioni: tendiniti, contratture muscolari, ulcere e piaghe, artrosi, postumi traumatici
Controindicazioni: gravidanza, epilessia, neoplasie

Magnetoterapia
Un'azione antiflogistica, antiedemigena ed un effetto stimolante nella riparazione tissutale. Sono i benefici della magnetoterapia che viene sfruttata con notevole successo per combattere tutte quelle patologie dove l'uso della termoterapia endogena non è possibile (portatori di mezzi di sintesi o protesi metalliche di vecchia concezione).
Gli apparecchi di magnetoterapia utilizzano, infatti, come sorgente del campo magnetico, un solenoide percorso da corrente elettrica.
E' indicata per fratture recenti e ritardi di consolidazione, pseudoartrosi, osteoporosi e morbo di Sudeck, artropatie di natura infiammatoria e degenerativa.

Ultrasuono /Ultrasuono Subacqueo
Gli ultrasuoni consistono in vibrazioni sonore a frequenza cosi' elevata da non essere percepibili all'orecchio umano. Gli apparecchi di ultrasuonoterapia sono costituiti da un generatore di corrente ad alta frequenza, un cavo schermato e una testina emittente che di solito viene posta sulla zona da trattare in maniera fissa o mobile (in questo ultimo caso tra la cute e la testina stessa deve essere interposta una sostanza grassa o un gel ).
Gli ultrasuoni possono essere usati anche in acqua : la testina viene immersa nel mezzo idrico a circa 2 cm di distanza e parallelamente alla porzione da trattare.
Indicazioni: sciatalgie e nevriti in genere, periartriti scapolo-omerali (anche in presenza di calcificazioni ), epicondiliti, morbo di Dupuytren.
Controindicazioni: presenza di neoplasie, in vicinanza dell'area cardiaca o di organi sessuali , osteoporosi, flebiti in fase acuta.

Trazioni Cervicali e Trazioni Lombari
La trazione vertebrale è una tecnica di meccanoterapia sul rachide di forze dirette a sollecitare l'allontanamento di una vertebra dall'altra. I segmenti del rachide maggiormente interessati sono quelli dotati di maggior mobilità: cervicale e lombare.
La trazione cervicale si realizza tramite un sistema di carrucole su cui scorre una corda a cui è applicata da un lato una mentoniera e dall'altra dei pesi. La gravità dei pesi stessi determina un allargamento dello spazio intervertebrale, un ampliamento dei forami di coniugazione ed una decontrazione muscolare.
Indicazioni: cervicalgie acute e croniche, cervicobrachialgie di origine meccanica, contratture muscolari, fibromialgie.
Controindicazioni: osteoporosi grave, neoplasie vertebrali, malattie reumatiche in fase acuta, insufficienza vertebro-basilare.
Per la trazione lombare vengono invece usati due sistemi: a) un lettino speciale diviso in due parti dotate di imbracature. La parte fissa "blocca" il paziente tramite un corsetto; quella inferiore, mobile, è fissata al bacino. Lo spostamento delle due parti del lettino tramite un sistema manuale o elettrico assicura la trazione vertebrale lombare. b) panca gravitazionale che permette al paziente di posizionarsi con la testa in basso e le gambe in alto in modo da concentrare il peso del corpo nella parte superiore ed allentare la pressione in quella inferiore.
Indicazioni: lombalgie acute, contratture muscolari, lombosciatalgie e lombocruralgie.
Controindicazioni: le stesse della trazione cervicale, ma in sede lombare.